Lettori fissi
venerdì 27 settembre 2013
giovedì 26 settembre 2013
Notturno di Gabriella Franchi (Natura)
Notturno di Gabriella Franchi (Natura)
Pallide lune
su tetti di sogni
Palpabili bagliori...
noi
stelle clandestine
insonni...
in un cielo di velluto
ove si spandon
i respiri della notte?
prendon vita
S'aprono
al frusciar lieve
dei venti
come sussurri
degli amanti
offron voce
al muto silenzio
che tutto
sovrasta
Pallide lune
su tetti di sogni
Palpabili bagliori...
noi
stelle clandestine
insonni...
in un cielo di velluto
ove si spandon
i respiri della notte?
prendon vita
S'aprono
al frusciar lieve
dei venti
come sussurri
degli amanti
offron voce
al muto silenzio
che tutto
sovrasta
Etichette:
notturno
Ubicazione:
Sardegna, Italia
Amore che M'ami di Gabriella Franchi (Donne)
Ubicazione:
Sardegna, Italia
Oltre l'orizzonte di Gabriella Franchi (Amore)
Etichette:
l'orizzonte,
oltre
Ubicazione:
Sardegna, Italia
Closchard di Gabriella Franchi (Sociale)
Closchard di Gabriella Franchi (Sociale)
Letto di cartoni
colori opachi e
smorti
dall'ambrosia
della notte
bevuta in sorsi
mossi a confonder
l'ombre de' tuoi timori.
Punti stellati
riflettono negli
occhi socchiusi
di malinconie...
Giunte dal mondo
lontano
ove nessuno
può entrare.
Un pover'uomo
S'argenta di lune
fra
muti silenzi,
e solitudini
prische.
Col giunger
dell'albe nuove
ti bacia la luce,
carezze nel sole.
In quel
pigro risveglio
tu sei come un
gabbiano lontano
dal mare...
Su te soffia
il vento
benedicendo
ogni respiro.
Su quella panchina
abiti laceri
nascondono
un corpo scarno
e l'anima vuota
vagabonda nel
cuore; in cui anela
uno spirito libero.
Profumo malsano
barba incolta
scherno
alla bellezza che fu.
Buffi colombi
son sentinelle
prostrate
al trono regale
di miserie infinite...
Fra
briciole di pane
s'agitano zampettando
là...
sulla Piazza del Carmine.
"Eh intanto
fatichi a guardare
il nuovo giorno"
mentre orecchi
distratti odono
di lontano
il frastuono cittadino
che ignora
un Clochard.
abbandonato al
suo destino,
come il monumento
che adorna e sovrasta
la piazza,
al pari...
d'alberi ossequiosi,
che videro e udirono
testimoniando
la voluta povertà!
Or... ora lenti passi
scanditi da grossi scarponi...
avanzi come un
Clown,
cogliendo la pochezza
della vita,
per quelle urgenti,
e necessarie miserie.
accanto,
un fido amico...
sguardi tristi
verso l'infinito
Sorridi tu
dei giorni!...
bellezze immani
Sogni e speranze,
che mai furono
degni
d'esser vissuti...
Se non amati
e gloriati
dal tuo
vagabondare.
Letto di cartoni
colori opachi e
smorti
dall'ambrosia
della notte
bevuta in sorsi
mossi a confonder
l'ombre de' tuoi timori.
Punti stellati
riflettono negli
occhi socchiusi
di malinconie...
Giunte dal mondo
lontano
ove nessuno
può entrare.
Un pover'uomo
S'argenta di lune
fra
muti silenzi,
e solitudini
prische.
Col giunger
dell'albe nuove
ti bacia la luce,
carezze nel sole.
In quel
pigro risveglio
tu sei come un
gabbiano lontano
dal mare...
Su te soffia
il vento
benedicendo
ogni respiro.
Su quella panchina
abiti laceri
nascondono
un corpo scarno
e l'anima vuota
vagabonda nel
cuore; in cui anela
uno spirito libero.
Profumo malsano
barba incolta
scherno
alla bellezza che fu.
Buffi colombi
son sentinelle
prostrate
al trono regale
di miserie infinite...
Fra
briciole di pane
s'agitano zampettando
là...
sulla Piazza del Carmine.
"Eh intanto
fatichi a guardare
il nuovo giorno"
mentre orecchi
distratti odono
di lontano
il frastuono cittadino
che ignora
un Clochard.
abbandonato al
suo destino,
come il monumento
che adorna e sovrasta
la piazza,
al pari...
d'alberi ossequiosi,
che videro e udirono
testimoniando
la voluta povertà!
Or... ora lenti passi
scanditi da grossi scarponi...
avanzi come un
Clown,
cogliendo la pochezza
della vita,
per quelle urgenti,
e necessarie miserie.
accanto,
un fido amico...
sguardi tristi
verso l'infinito
Sorridi tu
dei giorni!...
bellezze immani
Sogni e speranze,
che mai furono
degni
d'esser vissuti...
Se non amati
e gloriati
dal tuo
vagabondare.
Etichette:
closchard
Ubicazione:
Sardegna, Italia
mercoledì 19 giugno 2013
Sono come l'acqua di Gabriella Franchi (Introspezione)
Sono come l'acqua di Gabriella Franchi (Introspezione)
-Sono come l'acqua
che scivola via
scivola il pensiero terso e pulito
in un mondo solo mio
mi spoglio di ricordi...
e l'anima nuda
è l'onda,
che investe
cuori di pietra
precipita lenta
in curve sinuose
in lievi rivoli
ritrovo piaceri
carezze che precipitano
nei sensi incantati
uniformandosi alla bellezza
dell'essere
limpida nel suo dire
dolce nel suo andare
fragile nel suo amare
unica nelle emozioni
che sovrastano
l'ascolto delle voci
Perché son acqua!
e come l'acqua riemergo
dal silente
universo mutevole
delicata mi spando
senza confini
Schizzi diamantati
fra i capelli
scintille nell'incarnato della pelle
illumino di chiarore un tempo tutto mio.
E come l'acqua
creatura sfuggente
come lo scivolar
scrosciante
da lontano
chiaro rumoreggiar
d'un canto libero
Son come l'acqua
gaia e gorgogliante
osservo il silenzio
/http://casting.donnamoderna.com/raccontami-di-te/contributo/poesia-sul-sito-scriveredi-gabriella-franchisono-come-lacqua/
POTETE VOTARE QUESTA POESIA AL CASTING DI DONNA MODERNA?
MI TROVERETE CON IL NOME UNFIORE
FAI CLICK SUL LINK E VOTA FACENDO CLICK SULLA STELLINA, SU GOOGLE+, SU FACEBOOK, O TWITTER UN GRAZIE INFINITE!
-Sono come l'acqua
che scivola via
scivola il pensiero terso e pulito
in un mondo solo mio
mi spoglio di ricordi...
e l'anima nuda
è l'onda,
che investe
cuori di pietra
precipita lenta
in curve sinuose
in lievi rivoli
ritrovo piaceri
carezze che precipitano
nei sensi incantati
uniformandosi alla bellezza
dell'essere
limpida nel suo dire
dolce nel suo andare
fragile nel suo amare
unica nelle emozioni
che sovrastano
l'ascolto delle voci
Perché son acqua!
e come l'acqua riemergo
dal silente
universo mutevole
delicata mi spando
senza confini
Schizzi diamantati
fra i capelli
scintille nell'incarnato della pelle
illumino di chiarore un tempo tutto mio.
E come l'acqua
creatura sfuggente
come lo scivolar
scrosciante
da lontano
chiaro rumoreggiar
d'un canto libero
Son come l'acqua
gaia e gorgogliante
osservo il silenzio
/http://casting.donnamoderna.com/raccontami-di-te/contributo/poesia-sul-sito-scriveredi-gabriella-franchisono-come-lacqua/
POTETE VOTARE QUESTA POESIA AL CASTING DI DONNA MODERNA?
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Ubicazione:
Sardegna, Italia
lunedì 3 giugno 2013
Luce D'amore di Gabriella Franchi (Amore)
Luce D'amore di Gabriella Franchi (Amore): Luce D'amore di Gabriella Franchi (Amore)
Dolce splendore
Luce del mondo
attimo profondo
sei tu atomo
d' amore...
Come caldo
vento del sud
investi il dolore
trasformandolo
in pace
dall'antico tuo esistere
fino a questo giorno
tramuti...
l'oscuro in chiarore
del roseo seme
germina il mondo
D'eterno
Dolce splendore
Luce del mondo
attimo profondo
sei tu atomo
d' amore...
Come caldo
vento del sud
investi il dolore
trasformandolo
in pace
dall'antico tuo esistere
fino a questo giorno
tramuti...
l'oscuro in chiarore
del roseo seme
germina il mondo
D'eterno
Etichette:
Luce D'amore
Ubicazione:
Sardegna, Italia
martedì 21 maggio 2013
Pensiero di speranza di Gabriella Franchi (Erotismo)
Pensiero di speranza di Gabriella Franchi (Erotismo)
Nuova speranza
al mio cospetto
si prostra regale ...
e un pensiero
m'assale
dedica parte
del tempo trascorso
lontano da te.
Reinvento
un nuovo amore
che profuma
di prime rose
di maggio
Volami nel cuore
com' ali
di bianca colomba.
effondi purezza al
desiderio di noi
che non arresta
avanza sicuro
intrepido tuo cuore
plasmami
come argilla fra
le mani
cercami...
desiderio di noi
che accende
romantica passione
che serrate
membra avvinghiate
chiudono una
preghiera di esigente
attesa.

Opera pubblicata sotto unalicenza Creative Commons 3.0
Nuova speranza
al mio cospetto
si prostra regale ...
e un pensiero
m'assale
dedica parte
del tempo trascorso
lontano da te.
Reinvento
un nuovo amore
che profuma
di prime rose
di maggio
Volami nel cuore
com' ali
di bianca colomba.
effondi purezza al
desiderio di noi
che non arresta
avanza sicuro
intrepido tuo cuore
plasmami
come argilla fra
le mani
cercami...
desiderio di noi
che accende
romantica passione
che serrate
membra avvinghiate
chiudono una
preghiera di esigente
attesa.
Opera pubblicata sotto unalicenza Creative Commons 3.0
Ubicazione:
Sardegna, Italia
VENTO DI PASSIONI: RACCONTO BREVE "NEL MIO PRESENTE RICORDO"DI GABRIE...
Cuore Magico: RACCONTO BREVE "NEL MIO PRESENTE RICORDO"DI GABRIE...:
http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-12082 "I ragazzi che si amano si baciano in piedi Contro le porte della notte e i pass...
http://www.athenamillennium.it/Fiore/24132/NEL_MIO_PRESENTE_RICORDO.html
"I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
e i passanti li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno...
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell' abbagliante splendore del loro primo amore"
di JACQUES PREVERT
Nel mio presente ricordo:
E fu così che nell'estate del millenovecentottantacinque incontrai il mio primo dolce e prezioso amore. All'ora ero solo una quasi quattordicenne; per l'esattezza tredici anni e mezzo.. una piccola Lolita!
Il corpo in metamorfosi poneva i giusti segni nelle forme del corpo che divenivano sempre più sinuose, e fulgide. Un po' più piene; ad ogni passo divenivo sempre più femminile. Smessi i panni del maschiaccio che era sempre stato in me, mi accingevo ad intraprendere nuove scoperte, non solo del corpo, ma anche del cuore.. e di lì a poco tempo avrei veramente scoperto..."L'uomo ideale" colui che sarebbe dovuto diventare il mio "Principe Azzurro", ignara che questi meravigliosi eroi dell'amore e del cuore potessero ingrigirsi!
Era l'epoca in cui apprendevo notizie leggendo giornali come Dolly e Cioè. Immancabilmente venivo a conoscenza delle nuove scoperte dalle mie coetanee del periodo.. consultazioni con le amiche del cuore, desideri e passioni inconfessabili anche per loro restavano riservatamente poste nei miei pensieri.
Mai avrei immaginato che quell'estate avrebbe designato i chiari motti del cuore, mai avrei immaginato un'esperienza d'amore, visto che all'epoca giocavo come una bambina. Con i miei amici( in particolare, maschi) scorrazzavo in bicicletta, facevo gare senza fiato, partite a palla volo, risate a volontà. Ah, che età spensierata!
Con l'arrivo di Giugno c'era già un gran caldo e, di fronte a casa mia, vivevano due simpatici nonnini E. ed E. I due avevano 4 figli, immigrati a Bruxelles fin dalla nascita; anch'essi crebbero i loro figli, quindi i due divennero nonni di 7 nipoti che puntualmente, ogni estate, venivano a trascorrere l'estate in Sardegna. Il capostipite era sempre lui: il primo ed il solo Bernard. "Carino".. una vera peste probabilmente cinico e viziato, almeno i miei occhi lo vedevano proprio così!! "Antipatico"dicevano i miei pensieri. Bernard era biondo con occhi chiari e nasino irregolare, non tanto alto, e gambe storte. Ma assomigliava tantissimo al celebre attore Leonardo Di Caprio. Ogni volta che lo vedo me lo ricorda davvero tanto. Sentivo le grida di nonna "E" che gracchiava: "Bernard, Bernard dove sei??" e, quando lo acchiappava, lui stava sempre in cima ad un albero. Sì, aveva la prerogativa di arrampicarsi sulle piante del grande giardino finché la nonna non lo sgridava: " vieni giù da lì o ti farai male!?! Ma tanto erano inutili quei ripetuti gridi di allarme, duravano un'eternità, e lui se la rideva alla grande. Io ho sempre trovato il suono della sua voce ridicolo, buffo! Invece, dopo averlo conosciuto, ho compreso che le piaceva farla disperare. Tutti insieme, figli e nipoti a seguito, giungevano a turno di mese in mese; erano molto divertenti, un misto Sardo Belga che in vacanza potevano sbizzarrirsi e diventare chiassosissimi. Quasi subito dopo l'arrivo di Bernard arrivavano Annamaria e suo marito con i figli a seguito, (i cugini più piccoli) una compagnia divertente per il tipo in questione che li adorava.
Portavano con loro un gommone,( da abile sportivo praticava sci d'acqua,) e insieme trascorremmo fine giugno e tutto luglio. Tity o Toto era il modo che usava per vezzeggiare zietta e zietto, così mi spiegò Annamaria, ed a me quel modo piacque tanto. Quell'estate iniziai veramente a conoscerlo. Non mi era più così antipatico; aveva, ed ha ancora, una simpatia fuori dal comune. Ricordo i nostri giochi in acqua. Non mi dava un attimo di tregua ed io non ne capivo il motivo; ignoravo perché si divertisse a rompermi le scatole. I giochi con la sabbia mi facevano arrabbiare da morire, (ed ancora oggi è così) ed allora credevo di odiarlo! Correvo in mare per ripulirmi e lui mi veniva a schizzare facendomi bere acqua; tutto ciò lo faceva apparire insopportabile, però mi divertiva. Io vedevo la situazione ridicola, possibile non capisse che era un vero rompiballe? Mentre ridevo a volontà bevevo bocconi salati, tanto più che quando riuscivo a divincolarmi, si faceva aiutare dal cuginetto di 3 anni. Ogni tramonto decretava la fine serata, sfiniti ma spensierati. E ogni notte ci incontravamo tutti fuori a prendere il fresco e passeggiare. Le voci e le nostre risate portavano allegria nella via principale, dove vivevo tanto tempo fa. Calde notti a mangiare gelati infiniti. Calde notti che sapevano dei nostri profumi, freschi di docce fra shampoo e bagnoschiuma.
Bernard mi annusava dolcemente e, in quell'italiano complicato, riusciva a dirmi che sapevo di buono, mi prendeva in braccio e diceva che ero piccola, ma pronunciava quelle parole a se stesso che aveva 18 anni. Le sue frasi erano irresistibilmente infantili e scaltre. Ed io sì, ero veramente piccola! Canticchiava per me una canzoncina in francese con il mio nome.. mi imbarazzava e non so perché non gli chiesi mai il significato. Finché arrivò la notte, una notte fra le notti, quella speciale bellissima che a me pareva promettere un grande amore, per tutto il resto dei miei giorni.
La luna era piena, gravida di passioni sconosciute, bellissima. Io non smettevo di guardare la sua immensità: una regina fra perle diamantate. Le stelle erano pietre preziose che illuminavano le viuzze di paese, i grilli espandevano nel vuoto silenzio notturno e tardo, i loro canti liberatori e interminabili che si ripetevano costanti come il battito di un cuore che freme. L'aria era piacevolmente fresca, e mentre il cammino ci conduceva per vie ignote e buie si parlava e si rideva. Continuava a fingere di baciarmi; non so come arrivò a quel gioco. Non riesco a ricordarlo, ed infatti agli inizi mi irrigidivo, poi pian piano, lentamente fra una risata e l'altra, quando mi sentii sicura fingesse giocandoci sopra, mi rilassai del tutto. Fu allora che tolse la sua mano da sopra le mie labbra, e le baciò, con una dolcezza a me totalmente sconosciuta, con tutta la dolcezza irresistibile alla quale non seppi oppormi, e continuando cominciò a piacermi. Sempre di più. Poi mi lasciò ed io restai imbambolata, con le guance arrossate tutta confusa e con le gambe molli, il cuore batteva come un tamburo vibrante. Mi riprese il viso dopo aver compiuto soli pochi passi, e mi baciò ancora all'infinito. Finché arrivò l'ora di tornare a casa; dovevamo far presto, e furono quelli i momenti più belli nel quale riuscimmo a trattener il tempo, contro le porte della notte. Mi toglieva il fiato e nell'affanno infinito di baci sussurrava: "sei mia.. sei bellissima! una passione dolcissima che scoprivo con lui, implorante ripeteva il mio nome, e le sue mani esploravano quel corpo vergine con tenere carezze che seppero accendere piaceri profondi, misti a paura. Fu il nostro attimo eterno! i nostri sguardi si incrociavano, il mio ed il suo si fondevano anima e cuore. Quella notte le vie buie erano sconosciute dimore, illuminate dagli astri che segretamente avrebbero incoronato la nascita di un'amore estivo. Nei giorni seguenti fummo discreti, attenti a non farci scoprire. Durante il giorno i nostri giochi svilupparono un'alchimia che alimentava il momento del nostro segreto incontro. Come avrei voluto dirvi che questo ragazzo, divenuto uomo, è diventato mio marito! ma cosi non è stato, lasciò un vuoto luttuoso in fondo all'anima mia, non ebbe mai il coraggio di dirmi perché fra noi tutto finì! Codardo?
Furono pugnalate nel cuore.. quanto mi fece male!!
Il principe azzurro aveva perso il suo colore, si era ingrigito, e rimane Leo di Caprio a ricordarmelo sempre, quell'estate, quelle notti, quei profumi, furono negli anni la cornice di un'amore che non ho dimenticato mai.

Opera pubblicata sotto unalicenza Creative Commons 3.0
http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-12082 "I ragazzi che si amano si baciano in piedi Contro le porte della notte e i pass...
http://www.athenamillennium.it/Fiore/24132/NEL_MIO_PRESENTE_RICORDO.html
"I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
e i passanti li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno...
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell' abbagliante splendore del loro primo amore"
di JACQUES PREVERT
Nel mio presente ricordo:
E fu così che nell'estate del millenovecentottantacinque incontrai il mio primo dolce e prezioso amore. All'ora ero solo una quasi quattordicenne; per l'esattezza tredici anni e mezzo.. una piccola Lolita!
Il corpo in metamorfosi poneva i giusti segni nelle forme del corpo che divenivano sempre più sinuose, e fulgide. Un po' più piene; ad ogni passo divenivo sempre più femminile. Smessi i panni del maschiaccio che era sempre stato in me, mi accingevo ad intraprendere nuove scoperte, non solo del corpo, ma anche del cuore.. e di lì a poco tempo avrei veramente scoperto..."L'uomo ideale" colui che sarebbe dovuto diventare il mio "Principe Azzurro", ignara che questi meravigliosi eroi dell'amore e del cuore potessero ingrigirsi!
Era l'epoca in cui apprendevo notizie leggendo giornali come Dolly e Cioè. Immancabilmente venivo a conoscenza delle nuove scoperte dalle mie coetanee del periodo.. consultazioni con le amiche del cuore, desideri e passioni inconfessabili anche per loro restavano riservatamente poste nei miei pensieri.
Mai avrei immaginato che quell'estate avrebbe designato i chiari motti del cuore, mai avrei immaginato un'esperienza d'amore, visto che all'epoca giocavo come una bambina. Con i miei amici( in particolare, maschi) scorrazzavo in bicicletta, facevo gare senza fiato, partite a palla volo, risate a volontà. Ah, che età spensierata!
Con l'arrivo di Giugno c'era già un gran caldo e, di fronte a casa mia, vivevano due simpatici nonnini E. ed E. I due avevano 4 figli, immigrati a Bruxelles fin dalla nascita; anch'essi crebbero i loro figli, quindi i due divennero nonni di 7 nipoti che puntualmente, ogni estate, venivano a trascorrere l'estate in Sardegna. Il capostipite era sempre lui: il primo ed il solo Bernard. "Carino".. una vera peste probabilmente cinico e viziato, almeno i miei occhi lo vedevano proprio così!! "Antipatico"dicevano i miei pensieri. Bernard era biondo con occhi chiari e nasino irregolare, non tanto alto, e gambe storte. Ma assomigliava tantissimo al celebre attore Leonardo Di Caprio. Ogni volta che lo vedo me lo ricorda davvero tanto. Sentivo le grida di nonna "E" che gracchiava: "Bernard, Bernard dove sei??" e, quando lo acchiappava, lui stava sempre in cima ad un albero. Sì, aveva la prerogativa di arrampicarsi sulle piante del grande giardino finché la nonna non lo sgridava: " vieni giù da lì o ti farai male!?! Ma tanto erano inutili quei ripetuti gridi di allarme, duravano un'eternità, e lui se la rideva alla grande. Io ho sempre trovato il suono della sua voce ridicolo, buffo! Invece, dopo averlo conosciuto, ho compreso che le piaceva farla disperare. Tutti insieme, figli e nipoti a seguito, giungevano a turno di mese in mese; erano molto divertenti, un misto Sardo Belga che in vacanza potevano sbizzarrirsi e diventare chiassosissimi. Quasi subito dopo l'arrivo di Bernard arrivavano Annamaria e suo marito con i figli a seguito, (i cugini più piccoli) una compagnia divertente per il tipo in questione che li adorava.
Portavano con loro un gommone,( da abile sportivo praticava sci d'acqua,) e insieme trascorremmo fine giugno e tutto luglio. Tity o Toto era il modo che usava per vezzeggiare zietta e zietto, così mi spiegò Annamaria, ed a me quel modo piacque tanto. Quell'estate iniziai veramente a conoscerlo. Non mi era più così antipatico; aveva, ed ha ancora, una simpatia fuori dal comune. Ricordo i nostri giochi in acqua. Non mi dava un attimo di tregua ed io non ne capivo il motivo; ignoravo perché si divertisse a rompermi le scatole. I giochi con la sabbia mi facevano arrabbiare da morire, (ed ancora oggi è così) ed allora credevo di odiarlo! Correvo in mare per ripulirmi e lui mi veniva a schizzare facendomi bere acqua; tutto ciò lo faceva apparire insopportabile, però mi divertiva. Io vedevo la situazione ridicola, possibile non capisse che era un vero rompiballe? Mentre ridevo a volontà bevevo bocconi salati, tanto più che quando riuscivo a divincolarmi, si faceva aiutare dal cuginetto di 3 anni. Ogni tramonto decretava la fine serata, sfiniti ma spensierati. E ogni notte ci incontravamo tutti fuori a prendere il fresco e passeggiare. Le voci e le nostre risate portavano allegria nella via principale, dove vivevo tanto tempo fa. Calde notti a mangiare gelati infiniti. Calde notti che sapevano dei nostri profumi, freschi di docce fra shampoo e bagnoschiuma.
Bernard mi annusava dolcemente e, in quell'italiano complicato, riusciva a dirmi che sapevo di buono, mi prendeva in braccio e diceva che ero piccola, ma pronunciava quelle parole a se stesso che aveva 18 anni. Le sue frasi erano irresistibilmente infantili e scaltre. Ed io sì, ero veramente piccola! Canticchiava per me una canzoncina in francese con il mio nome.. mi imbarazzava e non so perché non gli chiesi mai il significato. Finché arrivò la notte, una notte fra le notti, quella speciale bellissima che a me pareva promettere un grande amore, per tutto il resto dei miei giorni.
La luna era piena, gravida di passioni sconosciute, bellissima. Io non smettevo di guardare la sua immensità: una regina fra perle diamantate. Le stelle erano pietre preziose che illuminavano le viuzze di paese, i grilli espandevano nel vuoto silenzio notturno e tardo, i loro canti liberatori e interminabili che si ripetevano costanti come il battito di un cuore che freme. L'aria era piacevolmente fresca, e mentre il cammino ci conduceva per vie ignote e buie si parlava e si rideva. Continuava a fingere di baciarmi; non so come arrivò a quel gioco. Non riesco a ricordarlo, ed infatti agli inizi mi irrigidivo, poi pian piano, lentamente fra una risata e l'altra, quando mi sentii sicura fingesse giocandoci sopra, mi rilassai del tutto. Fu allora che tolse la sua mano da sopra le mie labbra, e le baciò, con una dolcezza a me totalmente sconosciuta, con tutta la dolcezza irresistibile alla quale non seppi oppormi, e continuando cominciò a piacermi. Sempre di più. Poi mi lasciò ed io restai imbambolata, con le guance arrossate tutta confusa e con le gambe molli, il cuore batteva come un tamburo vibrante. Mi riprese il viso dopo aver compiuto soli pochi passi, e mi baciò ancora all'infinito. Finché arrivò l'ora di tornare a casa; dovevamo far presto, e furono quelli i momenti più belli nel quale riuscimmo a trattener il tempo, contro le porte della notte. Mi toglieva il fiato e nell'affanno infinito di baci sussurrava: "sei mia.. sei bellissima! una passione dolcissima che scoprivo con lui, implorante ripeteva il mio nome, e le sue mani esploravano quel corpo vergine con tenere carezze che seppero accendere piaceri profondi, misti a paura. Fu il nostro attimo eterno! i nostri sguardi si incrociavano, il mio ed il suo si fondevano anima e cuore. Quella notte le vie buie erano sconosciute dimore, illuminate dagli astri che segretamente avrebbero incoronato la nascita di un'amore estivo. Nei giorni seguenti fummo discreti, attenti a non farci scoprire. Durante il giorno i nostri giochi svilupparono un'alchimia che alimentava il momento del nostro segreto incontro. Come avrei voluto dirvi che questo ragazzo, divenuto uomo, è diventato mio marito! ma cosi non è stato, lasciò un vuoto luttuoso in fondo all'anima mia, non ebbe mai il coraggio di dirmi perché fra noi tutto finì! Codardo?
Furono pugnalate nel cuore.. quanto mi fece male!!
Il principe azzurro aveva perso il suo colore, si era ingrigito, e rimane Leo di Caprio a ricordarmelo sempre, quell'estate, quelle notti, quei profumi, furono negli anni la cornice di un'amore che non ho dimenticato mai.
Opera pubblicata sotto unalicenza Creative Commons 3.0
Ubicazione:
Sardegna, Italia
venerdì 17 maggio 2013
Eros e Amore di Gabriella Franchi (Amore)
Eros e Amore di Gabriella Franchi (Amore)
Lo dicono al cuore...
Archi d'oro
scoccano frecce
dell'eros...
Che dio minore
ci inflisse
Sì pena?
Lo dicono al cuore...
I suoi dardi scoccati
con mira invidiabile
Per amore
di Amore...
trabocca purpureo
dal cuore
umano tormento...
Egli vive
egli Muore
ed i quella
morte ancora...
una lacrima
è Vita!

Opera pubblicata sotto unalicenza Creative Commons 3.0

Lo dicono al cuore...
Archi d'oro
scoccano frecce
dell'eros...
Che dio minore
ci inflisse
Sì pena?
Lo dicono al cuore...
I suoi dardi scoccati
con mira invidiabile
Per amore
di Amore...
trabocca purpureo
dal cuore
umano tormento...
Egli vive
egli Muore
ed i quella
morte ancora...
una lacrima
è Vita!
Opera pubblicata sotto unalicenza Creative Commons 3.0

Ubicazione:
Sardegna, Italia
Volammo di Gabriella Franchi (Amore)
Volammo di Gabriella Franchi (Amore)
Fummo angeli
nudi
Volammo pelle
su pelle
sentendo cantar le stelle
mani nelle mani
Stagioni per cuori
solitari
Occhi scuri
sguardi dentro
l'infinito
Nostro profondo
piacere
fu riflesso
su vergini ali
carezzarono
l'ignoto
Ci abbandonammo
quando da lontano
Giungemmo
presso terre
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Volammo
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